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Mostra “Dilacerata Signa. Frammenti di statuaria romana in bronzo dai Renai di Signa”. Inaugurazione 24 settembre 2022, Mulino di Gonfienti (PO)

14/09/2022 – Sabato 24 settembre 2022, si inaugura la mostra Dilacerata Signa. Frammenti di statuaria romana in bronzo dai Renai di Signa, presso il Mulino di Gonfienti, a Prato.

Il recupero dei bronzi – Il recupero, avvenuto in momenti diversi, di un eccezionale gruppo di bronzi di età romana, provenienti probabilmente dal territorio fiorentino, ha costituito l’occasione per uno studio approfondito e interdisciplinare e ha suggerito l’idea di un’esposizione per presentare al grande pubblico e alla comunità scientifica i frammenti scultorei recentemente restaurati.

Un frammento di statua bronzea esposto

Le circostanze relative al ritrovamento sono poco note e, in parte, discordanti. I reperti furono consegnati nel 2011 all’allora Soprintendenza Archeologica della Toscana dal Comando Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze senza indicazioni sicure di provenienza, tranne un generico riferimento alla zona dell’Isola dei Renai nel Comune di Signa. La completa assenza di dati di contesto ha comportato la perdita di dati fondamentali per l’inquadramento stilistico-tipologico dei bronzi, che soltanto in parte potrà essere colmata dalle indagini scientifiche condotte durante l’intervento di restauro recente e dagli studi ancora in corso.

I frammenti bronzei e le ipotesi sulla loro provenienza – I ventotto frammenti bronzei presentati nella mostra, a cui si aggiungono due repliche appositamente realizzate per l’occasione di analoghi reperti conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, costituisco un gruppo di eccezionale rilevanza per concentrazione e qualità artistica.

Contrariamente a quanto ipotizzabile a prima vista, appartengono a gruppi statuari diversi; soltanto alcuni di essi possono essere associati fra di loro e attribuibili a una medesima opera.

Si tratta di parti anatomiche umane (3 braccia, 1 gamba, 1 piede), parti anatomiche equine (2 porzioni di criniera e 2 di fianco), sezioni di panneggi (11 elementi) e frammenti di lastra con cornice modanata (7 elementi).

Le indagini scientifiche condotte durante il restauro sui residui di terre di giacitura presenti sulle superfici hanno confermato la permanenza dei pezzi in depositi alluvionali, riconducibili ad ambienti fluviali o lacustri, compatibili con l’area dell’Isola dei Renai.

Restano ancora da chiarire le cause che hanno portato all’accumulo di bronzi di tale qualità e quantità in questo territorio. Alcuni di essi mostrano segni inequivocabili di danneggiamenti volontari e di defunzionalizzazione e questo potrebbe indicare che si tratti di materiale selezionato in antico in vista di un possibile riutilizzo del bronzo.

Nell’esame delle circostanze non va sottovalutato il ruolo svolto originariamente da questo territorio attraversato dalla via fluviale dell’Arno. Gli studi più recenti lasciano ipotizzare che il sito dell’attuale Comune di Signa sia stato occupato, fin dall’epoca antica, da un insediamento a vocazione commerciale con funzione di emporio fluviale lungo il corso d’acqua che collegava la costa pisana con l’entroterra fiorentino e fiesolano.

Il restauro – Primo obiettivo del recente restauro è stato quello di comprendere le eventuali associazioni fra i frammenti nel tentativo di circoscrivere gli originari monumenti o gruppi scultorei.

In alcuni casi è stato possibile individuare una pertinenza sicura data dalla corrispondenza di margini combacianti fra i frammenti, in altri casi l’appartenenza al medesimo tipo scultoreo è resa plausibile da affinità stilistiche, dalla rispondenza delle reciproche proporzioni e/o dalla presenza di analoghi dettagli tecnologici (doratura, tasselli, riparazioni, giunzioni ecc.). Restano infine alcuni pezzi isolati di più difficile interpretazione.

Durante la fase della pulitura delle superfici sono stati rimossi materiali di varia natura come spesse concrezioni e patine di alterazione che impedivano la piena leggibilità delle superfici riscoprendo in alcuni casi estese aree di doratura in ottimo stato di conservazione.

La possibilità di ispezionare in maniera analitica anche le superfici interne ha offerto l’opportunità di approfondire lo studio tecnologico mettendo in evidenza dettagli relativi al processo esecutivo.

La maggior parte dei frammenti sembra attribuibile a officine di notevole competenza, confermando quindi una committenza di rango molto elevato intuibile anche dai soggetti rappresentati.

Inaugurazione – Sabato 24 settembre 2022, ore 10.00, presso il Complesso del Mulino di Gonfienti, via di Gonfienti, 4 Prato. La visita alla mostra (ore 12.00) sarà preceduta da interventi di presentazione e approfondimento sui temi dell’esposizione.

La sede del Mulino di Gonfienti

Contatti, prenotazioni e come arrivare – La mostra resterà aperta dal 24 settembre, fino a data da definire.

La visita è gratuita, ed è richiesta la prenotazione. Per informazioni chiamare il 335-1449826.

Per raggiungere il complesso del Mulino (Autostrada A11 – uscita Prato EST): seguire le indicazioni per il Museo Pecci, superare il Museo e percorrere viale della Repubblica fino al ponte sul fiume Bisenzio; dopo il ponte, girare a destra e percorrere la strada fino al varco dell’Interporto, girare a sinistra, superare il bar “Evason” ed entrare nel parcheggio antistante. Il Complesso del Mulino si trova in fondo al parcheggio.

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