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Comunicati stampa

GLI SCAVI ARCHEOLOGICI DI PIAZZA BECCARIA

Rinvenimenti e ipotesi I e II scavo

I nuovi interventi di scavo per la posa dei binari della tranvia

I nuovi interventi di scavo per la posa dei binari della tranvia in piazza Beccaria, in continuità con quanto emerso durante le indagini dello scorso gennaio per i lavori dell’acquedotto, stanno riportando alla luce una porzione della cerchia muraria medievale che si sviluppava lungo i viali di circonvallazione e le strutture difensive legate all’antiporta di Porta alla Croce. Gli scavi sono eseguiti da Cooperativa Archeologia sotto la direzione scientifica della Soprintendenza.

Un ponte sul fosso San Gervasio

Si conferma quanto ci aspettavamo, dopo i ritrovamenti di dicembre scorso. Ricorderete – spiegano qui la Soprintendente Antonella Ranaldi e il dott. Michele Bueno –  si erano infatti ritrovate evidenze dell’arcata più esterna – di ottima fattura con ghiera in pietra e con sopra le strutture perimetrali di un ampio ambiente che poggiava direttamente sopra la volta dell’arcata. In continuità con quel ritrovamento, gli scavi compiuti ora, più a ridosso della Porta, dove passeranno i binari del tram, mostrano la seconda arcata sopra al fossato. 

Le fortificazioni erano un sistema complesso, di portata urbana, che riconfigurava profondamente la città con l’annessione dei borghi intorno alla precedente cinta muraria. Erano formate dalle mura arnolfiane di fine XIII secolo, che ampliavano il perimetro della città, le porte in corrispondenza delle strade di accesso alla città, un fossato esterno che in questo tratto era largo 20 metri, i ponti di attraversamento ed una strada interna alle mura. L’iscrizione medioevale affissa al lato della porta detta le misure e le fasce di rispetto che dovevano essere rispettate. La porta era all’ingresso della città sulla via Aretina, che portava ad Arezzo, il ponte di attraversamento in asse alla porta è datato al 1321 ed è ancora oggi in parte visibile percorrendo la grande conduttura fognaria realizzata da Giuseppe Poggi nella seconda metà del XIX secolo che si snoda al di sotto dei viali di circonvallazione e che, in parte, ha riutilizzato le precedenti strutture medievali..   

L’antiporta

Con i dati del primo scavo compiuto tra dicembre 2025 e gennaio 2026, e con questi ultimi di luglio 2026, potremo quindi ricostruire con maggiore certezza archeologica – o almeno ipotizzare – la presenza di un ambiente con funzione non solo difensiva, posto davanti alla porta a destra del varco d’ingresso. Tale ambiente richiese l’ampliamento del ponte a formare una piattaforma su due arcate voltate, successiva alla realizzazione del ponte centrale del 1321 e dei rinforzi delle scarpate delle mura stesse. Il perimetro di questo ambiente è riconoscibile nella pianta del Bonsignori del 1584. Vicino c’era il patibolo per le esecuzioni capitali.   

Un grande ambiente a lato della porta

In particolare, gli scavi hanno permesso di riprendere le indagini su questo grande camera laterale alla porta, che era stata indagata nel corso dei lavori invernali per la posa dell’acquedotto. L’ambiente, che aveva cantonali in pietra squadrata, originariamente decorato con intonaco graffito a finto isodomo, era quindi impostato su due arcate con ghiera in grandi conci lapidei perfettamente squadrati e si appoggiava direttamente al circuito delle mura, in parte anch’esse ritornate alla luce.
In virtù della sua ampiezza e della sua posizione privilegiata accanto alla porta, questo ambiente, ancora nel XIX secolo, era utilizzato come “reclusorio delle bestie” in funzione del mercato degli animali che si svolgeva proprio di fronte a Porta alla Croce. La sua funzione originaria è ancora incerta: potrebbe essere stata a scopo difensivo, con la creazione di un ingresso laterale più facile da proteggere, oppure a scopo amministrativo e fiscale, per la riscossione delle gabelle.

Ipotesi al vaglio, gli anni di Giotto magister et gubernator del completamento delle fortificazioni?

In assenza di dati di archivio, resta ancora incerta la cronologia di questa struttura. Considerando tuttavia che il Villani nella sua Nuova cronica ricorda che nel 1333 un’alluvione travolse l’area di Porta alla Croce, non è escluso, come ipotizzato dal prof. Frati, docente del dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze,  che i lavori di ristrutturazione dell’antiporta, con la costruzione del nuovo ambiente adiacente alla porta, possano essere stati eseguiti sotto la sorveglianza e supervisione dello stesso Giotto, nominato nel 1334 sovrintendente – magister et gubernator – per le opere pubbliche del Comune da farsi o da completarsi. Si tratta di una suggestiva e forse promettente ipotesi di lavoro da verificare con il proseguimento delle indagini archeologiche se supportata da notizie archivistiche che permettano di datare con più certezza la costruzione.  Fatto sta che il documento di nomina di Giotto è del 12 aprile 1334 e non riguarda solo l’opera di Santa Reparata (la cattedrale iniziata da Arnolfo) ma anche le altre costruzioni pubbliche della città e tra queste proprio le fortificazioni. 

Una occasione di indagine nel rispetto della tempistica dei lavori

Gli scavi e il ritrovamento di questi giorni non interferiscono  con i lavori della tramvia, che proseguiranno senza interruzioni, ma offrono un’occasione di originale approfondimento per studiare con il supporto di nuovi dati – spiega la soprintendente Ranaldi –  il sistema delle fortificazioni della Firenze di età comunale da Arnolfo a Giotto fino all’età moderna e alle opere del Poggi per Firenze capitale. Dato che le strutture ora rinvenute verranno ricoperte a breve, tra una settimana, la proposta che facciamo è di una giornata di visite per la cittadinanza. 

Firenze 17/7/2026

FOTO I e II SCAVO

Foto scavo 16 luglio 2026 – affiora il cervello dell’arcata che attraversava il fossato
L’arcata e l’ambiente superiore dell’antiporta di Porta alla Croce ritrovati a dicembre 2025 – gennaio 2026 – I SCAVO
La camera forse delle gabelle al lato della porta – gennaio 2026 – I SCAVO
La camera forse delle gabelle al lato della porta – gennaio 2026 – I SCAVO