Si è svolto oggi l’evento di inaugurazione alla presenza delle istituzioni e dei cittadini. Oltre un anno di lavori e visite guidate anche sui ponteggi. Il “Cantiere aperto” ha garantito che la Basilica fosse sempre visibile e accessibile a visitatori e fedeli.
Firenze, 7 maggio 2026 – Si è svolta oggi la cerimonia di inaugurazione della Basilica e del campanile dell’Abbazia di San Miniato al Monte a seguito degli interventi di messa in sicurezza e di restauro. I lavori, realizzati dall’Agenzia del Demanio in qualità di stazione appaltante, in collaborazione con la Soprintendenza di Firenze, sono stati finanziati dal Ministero della Cultura con fondi PNRR (Next Generation EU) per un importo pari a 3,6 milioni di euro.
L’operazione di recupero di uno dei beni più identitari di Firenze, con il restauro delle facciate, il consolidamento delle strutture murarie e delle coperture, ha dato vita a un cantiere aperto e accessibile per i diciotto mesi che hanno richiesto i lavori. Grazie ai rivestimenti trasparenti sui ponteggi, l’iconica facciata della Basilica è rimasta visibile per tutta la durata delle attività di recupero.
Visite guidate e in sicurezza sono state organizzate anche sulle impalcature per consentire di assistere da vicino ai lavori di riqualificazione e un laboratorio trasparente all’interno della Basilica, rimasta aperta al culto e fruibile a fedeli e visitatori, ha permesso di ammirare le operazioni di restauro dell’aquila di rame dorato che è stata infine riposizionata sulla sommità della chiesa.
All’evento di oggi sono intervenuti l’Abate di San Miniato al Monte, Padre Bernardo Francesco Gianni, il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, la Sindaca di Firenze Sara Funaro, il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, la Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e provincia di Prato, Antonella Ranaldi, e la Rettrice dell’Università degli Studi di Firenze, Alessandra Petrucci. Durante la cerimonia si è esibito il Piccolo Coro Melograno di Firenze donando ai partecipanti momenti solenni. A partire da questa sera, fino all’11 maggio, dalle 21:00 alle 5 del mattino, la facciata della Basilica verrà illuminata con un suggestivo video mapping grazie a una installazione innovativa.
All’evento di oggi sono intervenuti l’Abate di San Miniato al Monte, Padre Bernardo Francesco Gianni, il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, la Sindaca di Firenze Sara Funaro, il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, la Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
per la Città Metropolitana di Firenze e provincia di Prato, Antonella Ranaldi, e la Rettrice dell’Università degli Studi di Firenze, Alessandra Petrucci. Durante la cerimonia si è esibito il Piccolo Coro Melograno di Firenze donando ai partecipanti momenti solenni. A partire da questa sera, fino all’11 maggio, dalle 21:00 alle 5 del mattino, la facciata della Basilica verrà illuminata con un suggestivo video mapping grazie a una installazione innovativa.
Durante la cerimonia sono stati descritti i lavori di messa in sicurezza e restauro che hanno interessato la facciata della Basilica, i paramenti del campanile e le coperture, oltre al consolidamento di murature e colonne e all’installazione di un sistema di monitoraggio strutturale. Per queste operazioni,
particolarmente delicate, sono state utilizzate le più moderne tecnologie, che garantiscono la conservazione di elementi architettonici e decorativi di elevato valore storico e artistico. Per l’intero complesso è stato creato un gemello digitale al fine di consentire un monitoraggio costante delle strutture e procedere a eventuali interventi in tempo reale.
La comunicazione di cantiere ha informato il pubblico sullo stato di avanzamento dei lavori per tutta la loro durata. Attraverso la cartellonistica all’esterno del complesso e alla creazione di un sito web Durante la cerimonia sono stati descritti i lavori di messa in sicurezza e restauro che hanno interessato la facciata della Basilica, i paramenti del campanile e le coperture, oltre al consolidamento di murature e colonne e all’installazione di un sistema di monitoraggio strutturale. Per queste operazioni, particolarmente delicate, sono state utilizzate le più moderne tecnologie, che garantiscono la conservazione di elementi architettonici e decorativi di elevato valore storico e artistico. Per l’intero complesso è stato creato un gemello digitale al fine di consentire un monitoraggio costante delle strutture e procedere a eventuali interventi in tempo reale.
La comunicazione di cantiere ha informato il pubblico sullo stato di avanzamento dei lavori per tutta la loro durata. Attraverso la cartellonistica all’esterno del complesso e alla creazione di un sito web dedicato è stato possibile prenotare le visite alla Basilica, accedere a informazioni e contenuti sempre aggiornati e a un virtual tour che ha permesso l’accesso al cantiere anche da remoto.
“La Basilica di San Miniato al Monte, patrimonio dell’umanità, è un simbolo di grande valore storico, culturale e spirituale. L’intervento, che si inserisce nel Piano Città degli immobili pubblici di Firenze, testimonia l’attenzione e la cura verso i beni dello Stato per garantirne la conservazione e la sicurezza nel tempo”, ha dichiarato Alessandra dal Verme,Direttore dell’Agenzia del Demanio. “Il cantiere aperto ha trasformato un’area di lavoro in uno spazio di conoscenza, partecipazione e condivisione. La restituzione alla comunità di questo monumento simbolo di Firenze è particolarmente gratificante: un risultato possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni e all’impegno delle professionalità e della qualità delle maestranze coinvolte”.
“Il restauro ha avuto l’obiettivo di preservare, conservare e migliorare dal punto di vista sismico il complesso, attraverso azioni mirate sugli elementi strutturali. Le attività hanno consentito di approfondire lo stato di conservazione delle capriate e delle murature, includendo anche un intervento sul campanile di San Miniato” ha dichiarato Antonella Ranaldi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato. “Un’attenzione particolare è stata dedicata al restauro della facciata della basilica, impreziosita da marmi bianchi e verdi e da raffinati intarsi, particolarmente evidenti nell’ultimo livello del timpano. In questo contesto, il lavoro si è focalizzato sulla ricerca delle soluzioni e delle tecniche più idonee per il recupero e il consolidamento del paramento lapideo di San Miniato”.
“Oggi è una giornata di festa, inauguriamo la fine dei restauri di un luogo prezioso per la città, per i fiorentini e per chi viene da fuori, prezioso per l’arte, l’anima, lo spirito” ha detto la Sindaca Sara Funaro.
“Sono stati lavori importanti guidati con attenzione, scrupolo e grande coinvolgimento della cittadinanza, attraverso un cantiere aperto e ‘partecipato’ che ha dato possibilità di accesso e visita
durante tutto questo periodo. Un intervento reso possibile grazie a un importante lavoro di squadra e alla preziosa collaborazione di padre Bernardo e di tutti coloro che vivono questo luogo speciale e custodiscono una tradizione millenaria di accoglienza, apertura e confronto. Qui si sono levate preghiere, si sono incontrate culture e sensibilità diverse. Qui hanno trovato espressione, nel tempo, valori spirituali e valori civili insieme. Qui sono risuonate, e continuano a risuonare, parole di pace, speranza e resistenza, in una ricerca costante di senso e di relazione con l’altro. Questo monastero, questa basilica, con la sua facciata in marmi policromi, i suoi simboli millenari, gli intarsi preziosi e anche i cipressi che l’accompagnano fino al meraviglioso cimitero monumentale delle Porte Sante rappresentano un dono per l’umanità intera. Questa ‘città sul monte’, che Giorgio La Pira sognava come laboratorio della convivenza e della pace, invita a guardare il mondo da una dimensione altra e a partecipare a quella conversazione millenaria tra cielo e terra, per abitare il nostro tempo con maggiore consapevolezza, responsabilità e speranza. Questo restauro così prezioso, svolto con grande attenzione e minuziosità, racchiude tutti questi significati, i più profondi e simbolici di questo luogo speciale”.
“Siamo felici di restituire a Firenze, e idealmente al mondo intero, la bellezza di San Miniato al Monte: una bellezza che troviamo nella sua facciata, come uno specchio capace di riflettere l’infinito del cielo e, insieme, la complessità e la ricchezza della città, che in questo luogo ritrova ispirazione, speranza e visione per il futuro” ha dichiarato Padre Abate Bernardo Francesco Gianni, OSB Abate di San Miniato al Monte. “Mi piace pensare che, mille anni fa, il vescovo Ildebrando avesse concepito San Miniato al Monte come un dispositivo capace di trasformare la memoria in speranza e il ricordo in futuro. Affinché questa vocazione potesse continuare a esprimersi, si è reso necessario un intervento scrupoloso sulle criticità strutturali: dall’ancoraggio della facciata e dell’intera basilica, a garanzia della sua armonia e unità, fino al campanile, autentica meridiana di luce e di suoni sulla città, oggi messa in condizione di resistere agli agenti atmosferici e a qualsiasi altra sismicità. Un’attenzione particolare è stata rivolta anche alle coperture, straordinario arcobaleno di decorazioni pittoriche che attraversa i secoli, dal Trecento all’Ottocento, puntualmente esaminate, rafforzate e messe in sicurezza per restituire a tutti uno sguardo libero e liberante, capace di generare estasi, pace e ispirazione”.
