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La tutela indiretta dell’Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo: incontro con la cittadinanza

Mercoledì 22 luglio ore 17:30 – Scandicci (FI), Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo, Refettorio dell’abate

Mercoledì 22 luglio ore 17:30 – Scandicci (FI), Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo, Refettorio dell’abate  

Il Comune di Scandicci e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Firenze e la provincia di Prato incontrano la cittadinanza e gli interessati per illustrare i contenuti e le ragioni della tutela indiretta relativa all’Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo

Partecipano:

La Sindaca Claudia Sereni e l’Arch. Luca Nespolo per il Comune di Scandicci;

la Soprintendente Antonella Ranaldi, l’Arch. Ilaria Gigliosi, l’Arch. Serena Agresti per la Soprintendenza ABAP di Firenze e Prato.

L’avvio del procedimento è pubblicato integralmente sul sito della Soprintendenza al link: https://soprintendenzafirenze.cultura.gov.it/scandicci-fi-avvio-del-procedimento-di-tutela-indiretta-ai-sensi-dellart-45-del-d-lgs-42-2004-relativa-al-complesso-monumentale-abbazia-di-san-salvatore-e-san-lorenzo-a/), all’Albo pretorio del Comune di Scandicci, nei siti web di Regione Toscana, di Città metropolitana di Firenze e del Comune di Scandicci – vedi link riportati a fondo pagina. 

L’Abbazia di San Salvatore  la conosciamo in realtà proprio come “Badia a Settimo” – che coincide con il nome dell’abitato e delle aree della frazione di Badia a Settimo.  Esse conservano il toponimo a Settimo che è quello storico del luogo, sito al settimo miglio da Firenze. 

L’Abbazia è un tutt’uno con il territorio fino all’Arno e con l’abitato e i terreni agricoli di Badia a Settimo, che i monaci lavorarono e modellarono, dapprima i benedettini almeno dal 1000 e poi i cistercensensi dal 1296.  Con la sua storia millenaria, la sua mole, il campanile, il monastero fortificato è l’elemento percettivo che deve mantenere la sua posizione preminente e di dominio sul territorio che deve ad essa la sua vita, per la vicinanza all’Arno. Il fiume ne determinò la ricchezza, il potere come dazio per le merci, derrate e materiali costruttivi che rifornivano Firenze, lo stesso fiume che con le sue piene fu la causa delle sue plurime devastazioni e ricostruzioni.  

Il territorio circostante, pur interessato da processi di trasformazione che ne hanno in parte modificato l’assetto originario, reca tutt’oggi l’impronta profonda dell’opera di bonifica e risanamento promossa dai monaci cistercensi, testimoniando il profondo legame dell’abbazia con il fiume Arno e con il sistema dei terreni agricoli che si estendono tra il complesso monumentale e il corso d’acqua.

La tutela indiretta detta particolari prescrizioni nei confronti degli immobili e dei terreni  individuati (negli allegati 1 e 2), al fine di mantenere e salvaguardare l’integrità, la prospettiva e le condizioni di ambiente e decoro dell’Abbazia, quale straordinaria emergenza culturale del territorio.

L’area di tutela indiretta si divide in tre zone A, B1 e B2. 

La zona A a carattere agricolo,  si estende a ovest del complesso fino al fiume, dove sono vietati nuovi interventi edificatori (sono ammessi ampliamenti degli edifici esistenti) ad eccezione di quelli legati all’attività agricola.

Sono inoltre individuate due aree di dimensioni più ridotte B1 e B2, collocate a est dell’abbazia, nelle quali sono ammessi interventi di nuova edificazione, ma nel rispetto di specifiche prescrizioni. Tra queste, il divieto di realizzare edifici di altezza superiore a tre piani fuori terra nell’area B1 e a due piani fuori terra nell’area B2. I nuovi manufatti dovranno essere inoltre armonizzati con il complesso monumentale dell’abbazia e con il relativo contesto ambientale.

17/7/2026

Link agli avvisi pubblicati dagli Enti territoriali: