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Firenze, conclusi in anticipo i grandi lavori di restauro alla Basilica del Carmine: un intervento da 3 milioni di euro con fondi PNRR

Inaugurazione martedì 16 giugno ore 16:00

L’intervento è stato realizzato con i fondi europei del PNRR (NextGenerationEU) assegnati dal Ministero della Cultura, grazie a una stretta sinergia tra il Fondo Edifici di Culto (FEC) del Ministero dell’Interno, il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Toscana, Marche, Umbria e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Firenze.

Sono intervenuti all’inaugurazione:

  • Alessandro Tortorella – Prefetto, Direttore Centrale per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto – Ministero dell’Interno
  • Antonella Ranaldi – Soprintendente ABAP Firenze e Prato
  • Giovanni Salvia – Provveditore Interregionale alle OO.PP. Toscana, Marche e Umbria
  • Giovanni Bettarini – Assessore alla Cultura del Comune di Firenze

Per il sottosegretario all’Interno con delega al Fec, on. Wanda Ferro, “la conclusione del restauro della Basilica di Santa Maria del Carmine, che restituisce pieno splendore a uno dei luoghi più significativi della storia artistica e religiosa di Firenze, rappresenta un traguardo importante nel percorso di tutela e valorizzazione di uno dei complessi monumentali più significativi del patrimonio storico e artistico nazionale, racchiudendo al suo interno degli autentici gioielli come la Cappella Corsini. Un risultato raggiunto anche grazie alla collaborazione tra diverse istituzioni – a partire dai Ministeri dell’Interno, della Cultura e delle Infrastrutture – che hanno messo a sistema competenze e professionalità. Attraverso il Fec, il Ministero dell’Interno svolge un ruolo prezioso nella conservazione di edifici sacri che sono insieme testimonianze di fede, custodi della nostra memoria collettiva e straordinari scrigni d’arte. Rivolgo un ringraziamento a tutte le istituzioni coinvolte, ai tecnici e alle maestranze che hanno contribuito al successo di un restauro complesso, condotto con competenza e grande attenzione alla tutela dell’autenticità del bene».

La Basilica di Santa Maria del Carmine, fondata nel 1268 dai frati Carmelitani, è uno dei monumenti simbolo del quartiere di Oltrarno e della storia dell’arte occidentale. È lo scrigno di capolavori come la celeberrima Cappella Brancacci, espressione massima e universale del primo Rinascimento fiorentino nei rivoluzionari affreschi di Masaccio, Masolino e Filippino Lippi, e la seicentesca Cappella Corsini, esordio del barocco a Firenze con Giovanni Battista Foggini e Luca Giordano, oggetto di questi restauri insieme alle altre cappelle del transetto.

Nella storia della chiesa, il momento più drammatico avvenne nella notte tra il 28 e il 29 gennaio del 1771, quando un devastante incendio distrusse quasi interamente l’interno della chiesa, risparmiando miracolosamente la Sagrestia gotica, e le due cappelle all’estremità del transetto, appunto, la Brancacci e la Corsini. La chiesa fu quindi interamente ricostruita tra il 1775 e il 1782 in stile tardo-barocco dall’architetto Giuseppe Ruggieri, con le splendide decorazioni del soffitto teso a quadrature illusionistiche di Domenico Stagi.

Oggi, questo nuovo restauro restituisce stabilità e splendore a quella grandiosa rinascita settecentesca e riconsegna alla sua corretta lettura il gioiello barocco della Cappella Corsini, nel nitore dei preziosi marmi scultorei e di rivestimento.

I dettagli dell’intervento: restauri e innovazione tecnologica

I lavori si sono conclusi con largo anticipo rispetto alle tempistiche previste. L’investimento complessivo di circa 3 milioni di euro ha permesso di restituire alla cittadinanza e al patrimonio culturale parti significative del complesso.

Il restauro ha interessato estesamente la Cappella Maggiore con il coro e il cenotafio Soderini in marmo bianco con rilievi del primo Cinquecento, la seicentesca Cappella Corsini, esordio a Firenze del barocco romano, con le pale marmoree del fiorentino Giovanni Battista Foggini, posta all’estremità del transetto sinistro (dalla parte opposta alla Cappella Brancacci) e sempre nel transetto le quattro cappelle settecentesche, Bonsi, del Crocifisso, della Comunione e Nerli, caratterizzate da pitture murali, elementi lapidei, stucchi monocromi e policromi a rilievo, inserti in legno dorato. Prima dei lavori, esse presentavano diffusi depositi superficiali e danni significativi nelle cappelle della Comunione e Nerli dovuti alla percolazione dell’acqua dalle coperture.

Con i fondi assegnati è stato possibile realizzare anche il nuovo impianto d’illuminazione dell’intera chiesa compresa la navata centrale e ripristinare e mettere a norma l’illuminazione dei lampadari. Per la prevenzione della sicurezza e antincendio, è stata dotata sia chiesa sia la sagrestia di un innovativo impianto di rilevazione fumi.

Cappella Corsini

È il massimo capolavoro del barocco di ascendenza romana a Firenze, con i suoi marmi pregiati, i rilievi di Giovanni Battista Foggini e gli affreschi di Luca Giordano.

L’intervento ha restituito l’originaria bellezza ai marmi bianchi di Carrara delle monumentali tre pale d’altare scultoree del Foggini e agli apparati decorativi della cappella interamente rivestita in preziosi marmi policromi, realizzata dall’architetto Pier Francesco Silvani tra il 1675 e il 1683.

A novembre 2025 il pubblico è stato ospitato nell’area di cantiere, accompagnato sui ponteggi per vedere da vicino l’opera dei restauratori e i magnifici apparati scultorei. Il 7 gennaio 2026 il restauro di questa cappella è stato presentato in occasioni delle celebrazioni di Sant’Andrea Corsini alla presenza della famiglia Corsini, a cui si deve la realizzazione della Cappella, nell’ultimo quarto del Seicento, per celebrare le gesta del santo Corsini, dopo la sua santificazione. Il primo dei tre altorilievi ad essere realizzato dal Foggini, è quello sull’altare di destra con raffigurata l’apparizione di Sant’Andrea nella battaglia di Anghiari, il più dirompente per il movimento dei cavalli, la composizione per linee diagonali e le figure che escono fuori dal campo della cornice. 

Il delicato restauro ha interessato la pulitura delle superfici. Particolare attenzione è stata prestata alla pulitura dei marmi bianchi statuari di Carrara degli altorilievi del Foggini, con un intervento testato su diversi saggi preliminari ed eseguito con pulitura ad acqua calda e poi con impacchi di soluzione di citrato di triammonio (saliva sintetica).

Le criticità maggiori sono state riscontrate a livello strutturale sul paramento lapideo, dove diverse lastre risultavano fratturate o parzialmente fuori sede, con vecchi interventi di manutenzione eseguiti mediante stuccature a cemento e perni metallici ossidati. Per ripristinare la coesione strutturale delle lastre fratturate o in fase di distacco, si è proceduto con iniezioni mirate di resine consolidanti e con l’applicazione di adesivi. L’intervento conservativo ha interessato anche le due ampie vetrate a lunetta, che presentavano gravi dissesti meccanici e deformazioni.

Da ultimo sono stati restaurati anche la cassa lignea di sant’Andrea Corsini e il coperchio in argento del sarcofago del santo. Il manufatto argenteo (databile intorno al 1683), eseguito su disegno di Giovan Battista Foggini e attribuito alla maestria dell’orafo Heinrich Brunick, rappresenta un vertice dell’oreficeria barocca. Realizzato in argento fuso e sbalzato, cesellato e inciso, con elementi in ferro e lega di rame dorata, il pannello non è solo un elemento devozionale di primissimo piano, ma una testimonianza del fasto e dell’eccellenza artigianale della Firenze tardo-medicea.

“A circa un anno e mezzo dalla conclusione dell’intervento di ricerca, indagini diagnostiche e scientifiche e manutenzione degli affreschi della Cappella Brancacci – spiega la Soprintendente Antonella Ranaldi – l’esteso e complesso restauro appena ultimato ha anche il merito di restituire dignità e splendore al resto della chiesa e riscoprire il capolavoro della Cappella Corsini. La cappella Brancacci da una parte e la Corsini dall’altra, si guardano e si fronteggiano in un dialogo a stretta distanza tra arti e artisti ai massimi livelli. La prima è il capolavoro universale del primo Rinascimento fiorentino, mentre la Corsini segna l’ingresso a Firenze del gusto barocco di ascendenza romana, di nuova teatralità e connubio delle arti, rinnovandone il panorama artistico”.

Le Cappelle del transetto

Gli interventi hanno ridato pieno splendore alle decorazioni in stucco, ai marmorini e alle cupole affrescate delle quattro cappelle del transetto, ricostruite dopo la devastazione dell’incendio del 1777, del Crocifisso della Provvidenza, della Comunione, Bonsi e Nerli.

Cappella Maggiore e Sagrestia

È stato valorizzato lo splendido organo a canne tardo-barocco del Mannaioni nella Cappella Maggiore. Nella Sagrestia (la struttura gotica originaria del 1268) sono state eseguite approfondite indagini diagnostiche sulle strutture lignee e installati nuovi impianti elettrici e antincendio.

Il progetto PNRR ha inoltre introdotto soluzioni tecnologiche d’avanguardia per la protezione e la fruizione del bene:

  • Nuovo impianto di illuminazione: Progettato per navata, transetto e cappelle, utilizza proiettori su cornicione con ottiche calibrate anti-riflesso. La tecnologia a LED è priva di radiazioni UV e infrarossi per non danneggiare i dipinti. (La Cappella Brancacci mantiene il suo sistema illuminotecnico indipendente).
  • Sistema di rilevazione fumi totale: Un modernissimo impianto antincendio a campionamento d’aria copre ora l’intera estensione della chiesa e della sagrestia.

Tra i lavori complementari si è aggiunto anche l’accurato restauro del grande portone ligneo d’ingresso principale.

Ogni scelta operativa è stata guidata da una rigorosa fase conoscitiva preliminare, basata su rilievi geometrici digitali, fotopiani di dettaglio e mappature del degrado per garantire il massimo rispetto della materia storica originaria.

Gli interventi di messa in sicurezza e di restauro sono stati realizzati nelle stringenti tempistiche imposte dalle procedure di rendicontazione previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nell’ambito del finanziamento originariamente assentito.

” La proficua collaborazione interistituzionale – spiega il Provveditore alle OO.PP. Giovanni Salvia – realizzatasi tra i soggetti firmatari dell’Accordo posto a base degli interventi, ha consentito di superare le inevitabili criticità e gli imprevisti connaturati ad un’opera, la cui complessità è derivata anche dall’esigenza di adeguare dal punto di vista tecnologico e della sicurezza gli impianti in un contesto storico artistico ed architettonico di assoluto pregio.”

Il restauro della chiesa del Carmine è il primo e anche il più consistente ad essere concluso a Firenze, di nove interventi messi in campo e finanziati con le risorse del PNRR da parte del Ministero della Cultura, finalizzati alla prevenzione, alla sicurezza e al restauro dell’ingente patrimonio artistico fiorentino delle chiese del Fondo Edifici di Culto, con un investimento complessivo di ca 15 milioni di euro. Gli altri restauri sono in fase di chiusura e riguardano chiese del calibro di Santa Maria Novella, San Marco con la cappella Salviati, Santa Maddalena de’ Pazzi, San Gaggio sulla via senese etc.. Un piano, quindi di ampio respiro e prospettiva, nonché di inusuale impegno finanziario, che ha visto lavorare insieme in piena sintonia le istituzioni di ben tre Ministeri: il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno insieme al Provveditorato alle OO.PP. del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero della Cultura con la Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Firenze e la provincia di Prato, che ha ricoperto i ruoli tecnici legati all’esecuzione.

Il cantiere

Il successo di questo cantiere è il frutto della collaborazione tra molteplici professionalità:

  • Responsabile del Procedimento (RUP): Dott. Geol. Antonio Ermini (Provveditorato Interregionale OO.PP. Toscana, Marche e Umbria) – Collaboratore del RUP: Ing. Monya Ramadori
  • Direzione Lavori:
    • Direttore Lavori: Arch. Rosella Pascucci (Soprintendenza ABAP Firenze e Prato)
    • Restauratore: Dott. Alberto Felici (Soprintendenza ABAP Firenze e Prato)
  • Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE): RTP Studio Speri Società di Ingegneria (mandataria) – Ing. Massimiliano Larinni e Arch. Yuri Modi
  • Impresa esecutrice: Fratelli Navarra S.r.l.
  • Commissione di collaudo: Ing. Monya Ramadori, Arch. Francesca Pinci (Provveditorato OO.PP.) e Dott.ssa Francesca Leonini (Soprintendente ABAP Firenze e Prato).

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