Il restauro appena concluso e inaugurato il 7 gennaio permette di apprezzare al meglio e riscoprire il capolavoro della cappella Corsini, dove lavorarono Luca Giordano nella cupola affrescata (1682) e Giovanni Battista Foggini nelle tre pale d’altare, dove troviamo in luogo di pitture altorilievi in marmo bianco di carrara. Il primo ad essere realizzato e il più dirompente per il movimento dei cavalli è l’apparizione di Sant’Andrea nella battaglia di Anghiari, sull’altare di destra. Il restauro ha riguardato la pulitura di tutte le superfici marmoree e del cornicione ligneo dorato all’imposta della cupola. La cappella riacquista lucentezza e nitore nei marmi policromi dell’architettura di Francesco Silvani (completata nel 1683) e nei rilievi marmorei delle tre pale di Giovan Battista Foggini, dedicate a celebrare Sant’Andrea Corsini da poco santificato.
Teatralità, dinamismo, ricchezza dei marmi, gioco di luci nelle ampie finestrature rinnovano il panorama artistico di Firenze che fino ad allora era rimasto legato al linguaggio più sobrio e rigoroso del tardo manierismo. Un esordio dell’artista Foggini appena rientrato da Roma dove aveva avuto modo di aggiornare la sua formazione a contatto con il barocco romano.
Contrappunto alla cappella Brancacci, dalla parte opposta, espressione massima del primo Rinascimento fiorentino con Masaccio, Masolino, Filippino Lippi, ora il Carmine ritrova un altro capolavoro, spettacolo di opulenza, teatralità e luce, tra architettura policroma, scultura e pittura, esordio del barocco a Firenze, con Giovanni Battista Foggini e Luca Giordano.
Le foto durante l’inaugurazione del 7 gennaio in occasione delle celebrazioni solenni di Sant’Andrea Corsini









